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Tra intelligenza artificiale e luoghi comuni: vita di un graphic designer!

14 aprile, 2017 Scritto da Grafica

Coincidenza vuole che mentre sto scrivendo un articolo sulla professione del graphic designer, per raccontare del suo mondo, dei pregi e difetti del mestiere, mi trovi a leggere di Google Auto draw, il nuovo esperimento di intelligenza artificiale di Google.

Noi l’avevamo già anticipato qualche mese fa, in un articolo sulle novità social del 2017: l’intelligenza artificiale avrebbe continuato ad essere uno dei campi verso il quale aziende e multinazionali avrebbero investito anche quest’anno.

Dal riconoscimento facciale, alle auto che si guidano da sole, oggi l’intelligenza artificiale ci aiuta anche a disegnare!

Proprio in questi giorni, Google ha lanciato un nuovo “AI EXPERIMENT”:  Auto Draw uno strumento online che consente di realizzare semplici illustrazioni vettoriali da uno scarabocchio appena accennato. Un tool gratuito, disponibile per tutti i dispositivi, che unisce il machine learning a disegni di artisti famosi.

Con una schermata molto simile a quella di Paint, Auto Drive consente già tracciando poche linee, di ottenere dei suggerimenti di illustrazioni e disegni professionali, chiari e comprensibili, che possono essere scaricati in PNG.

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Nulla di più semplice! In pochi passi potremmo sentirci tutti un po’ illustratori e grafici. O forse già lo siamo un po’?

Mestiere difficile quello del grafico, che non ha una vera e propria definizione neppure su Wikipedia!

Non scherzo. Cito testualmente:

Nella lingua italiana il termine grafico è talvolta confuso e usato erroneamente in modo intercambiabile con altre definizioni. Generalmente si tende infatti ad associare il grafico ad una qualsiasi delle figure professionali nel settore della comunicazione visiva, mentre in realtà la definizione riguardava originariamente il personale tecnico che gestisce le macchine per la stampa in tipografia o litografia.

In effetti poi si ricorre all’inglese graphic designer per delineare un mestiere il cui scopo è creare oggetti visivi che siano in grado di comunicare un messaggio al pubblico nel modo più semplice ed efficace,  attraverso testo e immagini.

Il lavoro più bello del mondo direte, creativo e stimolante. Un lavoro mai noioso, fatto di pantoni, font e vettoriali.

Come vi dicevo, ho provato a farmi raccontare tutto, o quasi tutto quello che c’è dietro a questa professione. E oltre ai tanti risvolti positivi del mestiere, mi sono appuntata quei luoghi comuni ricorrenti, quelle affermazioni di clienti che molto spesso non hanno ben chiaro il lavoro che c’è dietro alla realizzazione di un logo o all’impaginazione di una locandina, ecc.ecc.
Lo studio, la ricerca della combinazione perfetta.

1. Facile! E che ci vuole?

Primo luogo comune: la banalizzazione del lavoro. Quante volte, alla richiesta di un lavoro di grafica, il cliente esordisce dicendo: “voglio una cosa veloce, tanto con i programmi che hai, ci metti niente! “ La convinzione che il semplice programma di grafica, possa facilitare il lavoro. Photoshop e compagnia bella sono fondamentali, nessuno lo mette in dubbio. Ma oltre ad un’ottima conoscenza degli strumenti a disposizione, il lavoro del grafico non può essere ridotto ad un semplice programma. Dove mettiamo la progettazione, la ricerca e lo studio delle varianti che combinandosi danno vita al progetto perfetto?

2. Non ho idea! Se tu il creativo!

“Voglio una cosa colorata, ma anche minimal, semplice ma particolare, voglio tutto e niente, la luna e le stelle, ma….alla fine decidi tu che sei l’esperto”. Di fronte al cliente indeciso, il grafico sa già che dovrà preparare quel numero n di bozze che saranno sottoposte ad altrettante n revisioni, cambi di colore, spostamenti e modifiche varie ed eventuali. In questo caso, potrà dare sfogo alla sua creatività, non avendo limitazioni di sorta. Ma dovrà essere pronto ad indirizzare il cliente, nella creazione di una visione di fondo, nella ricerca dello stile per rispondere alle sue richieste, sia un logo, il design di un sito o un company profile.

3. So esattamente cosa voglio!

Il cliente con le idee “troppo chiare” è un po’ la fine del processo creativo! Meno spesso, rispetto al caso precedente,  il cliente si presenta con le idee chiare, avendo già in mente una richiesta o un progetto preciso da commissionare al grafico. Quando capita, il grafico eseguirà il lavoro quasi meccanicamente, non avendo possibilità di spaziare.  Per sua natura però, sappiamo già che non si fermerà solo alle indicazioni del cliente! Ci metterà del suo, realizzando quella proposta “in più”, da presentare alla fine, che spiazzerà anche  il cliente più deciso del mondo. E che alla fine magari finirà anche per scegliere quella proposta ! (non capita spesso, ma quando succede sono soddisfazioni! )

E poi tra clienti perfezionisti, privi di senso estetico, richieste assurde, il graphic designer si destreggia tra le difficoltà/ bellezze di un mestiere che in fin dei conti dà tante soddisfazioni.

Vuoi mettere la felicità nel vedere un proprio lavoro stampato, pubblicizzato,  presentato e diffuso ovunque ?

Con la speranza di aver raccontato il mondo del graphic designer, vogliamo ricordarvi  che la comunicazione visiva del brand determina  il successo e l’awareness di un’azienda.

Noi, possiamo aiutarti a farlo insieme ai nostri grafici! Prendiamoci un caffè e parliamone!

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Tra intelligenza artificiale e luoghi comuni: vita di un graphic designer!
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Tra clienti perfezionisti, privi di senso estetico, richieste assurde, il graphic designer si destreggia tra le difficoltà/ bellezze di un mestiere che in fin dei conti dà tante soddisfazioni. Vuoi mettere la felicità nel vedere un proprio lavoro stampato, pubblicizzato, presentato e diffuso ovunque ?
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