Posts tagged " vendere online "

giacenze

Magazzino e giacenze e-commerce: posso vendere cose che non ho?

marzo 10th, 2017 Posted by E-Commerce No Comment yet

So che sei arrivato su questa pagina perchè stai cercando risposte ad alcuni dubbi che fino ad oggi ti hanno dissuaso dall’idea di aprire un canale e-commerce ogni volta che hai pensato di farlo.

Che succede se vendo on-line un prodotto che non ho più in magazzino?

Come posso “far sapere” all’e-commerce quello che ho in magazzino e quello che non ho più?

La notizia buona è che tutti quelli che hanno aperto un canale di vendita online si sono posti le tue stesse domande.

L’altra notizia buona – oggi niente notizie cattive! –  è che sono questioni assolutamente risolvibili.

Se ti stai ponendo queste domande do per scontato che tu non abbia la possibilità di avere un piccolo magazzino dedicato solo all’e-commerce. Poco male! Se stai partendo adesso è la scelta più saggia e più economica.

Altra buona notizia: aprire un canale e-commerce è anche l’occasione per mettere ordine nelle tue procedure di vendita, nel tuo software di magazzino se ne hai uno, nei tuoi registri, nel tuo “tenere tutto a mente”. Non ci sono più scuse, l’unico modo per non fare figuracce (online e offline) è sapere esattamente quanti e quali prodotti hai, dove si trovano e in quanto tempo riesci a riassortire i prodotti terminati.

 

CASO 1: Hai un software di magazzino e vuoi sincronizzarlo con l’e-commerce.

Quasi tutti i software di magazzino hanno la possibilità di esportare i dati in qualche formato (tipicamente in .csv, in .xls, in .txt).

Il sistema più efficace che chi sta curando il tuo e-commerce potrebbe strutturare per te, consiste nell’importare le quantità presenti per ciascun prodotto una o più volte al giorno (quando le vendite cominciano ad essere tante anche una volta all’ora!), in modo che l’e-commerce ed il magazzino riportino gli stessi dati almeno per ciò che riguarda codici prodotto e giacenze.

Questo implica che lo “scarico” dei prodotti venduti online venga fatto manualmente una volta accertato l’avvenuto pagamento dell’ordine e-commerce.

Esistono anche sistemi che permettono un’interazione bi-univoca, ovvero che riportano anche all’interno del software di magazzino le quantità di prodotto vendute on-line. Chiaramente più è complessa l’interazione tra i due sistemi tanto più è necessario uno studio di fattibilità che può variare caso per caso. Parlane con chi sta realizzando il tuo e-commerce, PROBABILMENTE avrà una soluzione valida… oppure parlane con noi... SICURAMENTE ce l’abbiamo!

 

CASO 2: Non hai un software di magazzino.

Benissimo! Adesso per una buona parte ce l’hai! Un gestionale e-commerce è un vero e proprio catalogo prodotti all’interno del quale poter gestire codici, listini, prezzi, scontistica, giacenze anagrafiche ecc…

Se non hai necessità di tracciare dati specifici all’interno di un’unica piattaforma (p.e. fatture di acquisto, anagrafiche fornitori, posizione fisica del prodotto in magazzino), il gestionale e-commerce ha in sé tutti i dati che ti servono per poter tenere sotto controllo i tuoi prodotti.

Inutile dirti che il grosso del lavoro andrà fatto in fase di caricamento contenuti, per i quali ti rimando a quello che avevo scritto nel mio post precedente.

 

CASO 3: Non hai un software di magazzino… e non hai neanche un magazzino anzi, non hai neanche i prodotti!

SI, puoi aprire un e-commerce senza avere a disposizione fisicamente i prodotti che vendi, guadagnando dal ricarico che applichi al prodotto che acquisti da un fornitore che spedisce a tuo nome e dal quale acquisti ad un “buon prezzo”. Questa cosa si chiama DROPSHIPPING e te  ne parlerò nel mio prossimo post.

 

Se sei stato attento (arrivati a questo punto mi rendo conto che è difficile esserlo!) avrai notato che ho risposto solo ad una delle domande iniziali, tralasciando la prima:

Cosa succede se vendo online un prodotto che non ho più in magazzino?

 

Dopo aver fatto un po’ d’ordine nelle tue procedure ed aver tracciato esattamente le quantità disponibili – magari attivando anche un alert per il “sottoscorta” che faccia visualizzare il prodotto come “in arrivo” quando in magazzino ne hai meno di una certa quantità – questa ipotesi diventa difficile da verificarsi. Tuttavia può succedere.

 

In una situazione simile sarà indispensabile sfoderare tutto il tuo savoir-faire ed avvertire il cliente dell’inconveniente, proponendogli l’acquisto di un prodotto simile, magari uno sconticino, oppure restituendo la somma pagata o proponendo un buon acquisto di pari importo. L’importante è dare ai clienti – che non ti conoscono e non possono vedere i tuoi occhioni mortificati per l’accaduto – la sensazione di assoluta prontezza ed efficienza.

Un errore accompagnato dalla volontà di risolverlo si perdona, una disattenzione menefreghista no!

Al post vendita e al customer care dell’e-commerce dedicheremo qualche approfondimento in più.

Chiudo con una riflessione:

Lo so che non vi ho convinti tutti e che l’ho “fatta facile”. Che se magari hai (che ne so?) una ferramenta … starai pensando che non saprai mai quante viti da legno da 6 cm hai in magazzino, e che se hai invece 6 negozi fisici è difficile che tutti i tuoi collaboratori aggiornino le giacenze in tempo reale. Lo so.

So tutto perchè in questi anni abbiamo già affrontato tutte queste tematiche con altri tuoi colleghi. Non è difficile. Può essere più o meno “complesso”. La complessità si può semplificare… la difficoltà… quella è nella testa!

Un caffè?

banner-18

Le 10 cose che non devono mancare in una scheda prodotto

febbraio 23rd, 2017 Posted by E-Commerce No Comment yet

Come promesso nell’articolo precedente, andiamo ora ad approfondire un argomento che sicuramente ti interesserà se hai ben pronto il tuo e-commerce e hai iniziato l’inserimento dei prodotti e dei contenuti.

Abbiamo anticipato in linea generale che dovrai fare particolare attenzione a fotografie e descrizioni. Ma questo non basta!

Scopo finale di un e-commerce è convertire, la conversione c’è  se l’utente acquista, e l’utente acquista se il prodotto lo convince.

Domanda da un milione di dollari: cosa fare per spingere l’utente a comprare?

Sicuramente avere un sito ben fatto, semplice da usare e intuitivo aiuta. Dedicare attenzione alla scrittura e alla realizzazione di schede prodotto ricche e convincenti, è un lavoro che non va sottovalutato!

Perché curare i contenuti del tuo e-commerce?

 

Paragoniamo la scheda prodotto di un e-commerce a quello che potremmo ascoltare da una commessa di un negozio qualsiasi. Come spesso accade, tanto più l’accoglienza  è buona e, tanto più la commessa è disponibile e brava nel raccontarci il prodotto, più siamo invogliati a darle ascolto e acquistare. E succede la stessa cosa online, tanto più ricca e curata è la scheda prodotto, tanto più siamo propensi a compiere l’acquisto.

Quando invece, abbiamo a che fare con commesse poco simpatiche, poco inclini ad aiutarci o a fornirci informazioni sul prodotto, tanto meno saremo disposti ad acquistarlo.  Probabilmente il nostro unico pensiero sarà quello di uscire dal negozio e proseguire lo shopping in un altro punto vendita.

Ciò  accade on line, quando abbiamo a che fare con schede prodotto vuote, con foto brutte o con pochissime informazioni. Abbandoniamo la scheda e molto spesso il sito. Ci affidiamo a chi ci comunica affidabilità, precisione e cura del dettaglio.

Quindi quali sono le cose che proprio non devono mancare in una scheda prodotto:

Titolo

Solitamente corrisponde al nome del prodotto o del servizio. E’ un elemento fondamentale della scheda, fai attenzione ad inserire nel titolo le parole chiave con le quali gli utenti identificano e cercano il prodotto. Laddove necessario inserisci nel titolo alcune peculiarità del prodotto, come marca o colore.

Foto prodotto e gallery

Lo abbiamo già detto nell’articolo precedente ma repetita iuvant! Le foto devono essere belle! Realizzate professionalmente magari da un fotografo specializzato in foto per e-commerce. E’ forse l’elemento più importante della scheda, perché l’immagine più del testo attrae la nostra attenzione.  Per questo le foto devono essere ben fatte e rappresentare il prodotto da ogni punto di vista, per restituire all’utente un’idea reale di quello che andrà a comprare.

Descrizione breve e Scheda tecnica

Non possono assolutamente mancare descrizione e scheda tecnica, entrambe dettagliate ed utili ad elencare i motivi per i quali dovremmo acquistare il prodotto.  Ogni scheda deve essere unica e non deve essere copiata. Avviso: non puoi barare, tanto poi Google se ne accorge! Compila la descrizione con contenuti nuovi e occhio alla SEO .

Presentazione caratteristiche specifiche

Fornisci contenuti utili e che diano qualcosa in più all’utente. Ad esempio, se vendete un alimento biologico, inserisci nella scheda la filosofia aziendale rispetto al bio, gli ingredienti o le caratteristiche delle fasi di realizzazione.

Prodotti correlati e Recensioni dei clienti

Altri elementi che non possono mancare in una scheda prodotto. I prodotti correlati portano l’utente a continuare l’esperienza di shopping, invogliandolo ad acquistare più cose.  Le recensione dei clienti che hanno già acquistato il prodotto, rassicurano rispetto alla qualità e alle aspettative.

Pulsanti condivisione social

Oggi molti utenti hanno l’abitudine di condividere sui social i propri acquisti. Altro aspetto da tenere in considerazione è inserire tuuuutti i pulsanti per la condivisione social.

Call to action

Chiari ed evidenti dovranno essere tutte gli inviti all’azione, le call to action, presenti nella scheda. Dal pulsante acquista, all’inserimento del prodotto nella Wish List, l’utente dovrà essere in grado di usarli in maniera semplice e immediata.

scheda prodotto

 

Qualche altro suggerimento?

 

Concretezza e precisione, scrivi in italiano corretto. Un errore o un refuso non ti farà fare bella figura. Determina una unique sell propositon per ogni prodotto, il valore aggiunto, ciò che lo rende diverso rispetto agli altri. Inserisci eventuali sconti in evidenza nella scheda, attireranno l’attenzione dell’utente che non lascerà sfuggirsi l’occasione del prodotto scontato. E infine per i prodotti correlati, pensa di mettere in atto strategie di  up selling o cross selling.

E ricorda vendere on line è una cosa seria!

Se non sai a chi rivolgerti, ne parliamo di fronte ad una tazza di caffè?

!cid_F8D4C24B-D600-4C29-A2AA-889D84B7E498

Cosa è cambiato nel modo di fare e-commerce in Puglia?

gennaio 19th, 2017 Posted by E-Commerce No Comment yet

Una lettera aperta agli imprenditori e-commerce pugliesi, di ieri e di oggi.

Nel 2009 come facevo io l’e-commerce in Puglia non lo faceva nessuno…

“Nel 2009 io facevo l’e-commerce come nessuno, avevo i responsabili della newsletter, le foto fatte dai professionisti e scrivevo personalmente le schede prodotto perché  io so come si fa l’e-commerce!”

E poi che è successo? Te lo dico io che è successo.

Hai accettato il piacere di aver avviato un’impresa, un’idea che prendeva forma.

Anziché aprire nuove vetrine, credere in quello che facevi, investire, sudare, fare le notti come quando stressavi la project manager della malcapitata agenzia a cui ti eri affidato con l’impeto dei tuoi anni (oggi hai una famiglia una villetta a schiera  e un mutuo che il commercio elettronico non ti paga più) e l’irruenza di Mr. Page (anche lui over 30),  hai deciso che avevi conquistato l’olimpo dello Start Upper di successo.

Il rappresentante del corriere, (il signorino  Bartolini lo chiamavi)  faceva buoni affari con te e i vicini macellai del corso del tuo paese si  chiedevano in cosa realmente “trafficassi”.

Hai deciso che “eri arrivato” come un dinosauro che in piena glaciazione si era messo a fare uova anziché capire che dovevi “partorire idee a sangue caldo”!

E’ come se il tuo bisnonno di qualche era glaciale fa avesse deciso che in vetrina le lampadine cominciavano a fulminarsi e la moquette, tanto in voga a quei tempi,  non fosse che un contorno alla tua meravigliosa offerta di manichini sgozzati, unti e un po’ trasandati in cui i copiosi clienti del tempo ( gente con carri e cavalli) veniva a comprare da te.

E tu avevi basato le tue idee sulla semplicità di convincerli semplicemente con  il prodotto, la qualità, il servizio, senza realmente raccontarglielo (oltre al mutuo della tua meravigliosa Villetta a schiera!)

Mio caro amico, cliente, ex cliente, cliente in pena, cliente che si lamenta per le mie mancanze, purtroppo ti devo raccontare che tutto ciò accadeva un’ ERA GLACIALE  FA!

La verità è che hai lasciato il compito di pagare le rate della tua meravigliosa villetta a schiera alla tua AS400 che avevi comprato da IBM per non so quanti milioni di lire.

Un aggeggio antipatico ed ingombrante che non hai voluto provare a interfacciare al tuo commercio elettronico ( negli anni in cui il MONDO si era accorto di te) unico vero gancio con il futuro.

Poi è arrivato Antonio. Un Antonio qualunque, diplomato al liceo di xy, pompato in  rassegna stampa dai suoi professori che lo elogiavano per la sua capacità di non si sa che, a che pro, senza storia, senza conoscenza del mercato, senza la lista di fidejussioni che avresti potuto firmare.

Si è impegnato solo a spiegarti che bastavano 20 minuti al giorno, 20 minuti di cura e amore nel trattare una mail con la stessa pompa magna con cui le tue commesse si sgolavano ( citazione pudica) nei camerini a riempire di complimenti il commendatore col pullover che  nel frattempo arrivava alla pensione e perdeva il potere di acquisto.

Ti ha spiegato che si potevano, con costanza,  scalare posizioni nella considerazione del produttore (che continua a ragionare da dinosauro e che ti vede solamente come un numero di “fine anno” ) tanto da consentirgli di comprare bene e batterti sulla unica vera cosa che guarda chi non conosce ( più ) il tuo negozio on line: IL PREZZO!

Mio caro imprenditore, prima di una lunga serie di “considerazioni funzionali”, posso dirti che hai PECCATO DI PRESUNZIONE e non è detto che un professionista possa ravvivare il tuo e- “ cc” ( cfr  conto corrente ) .

Noi continuiamo ad accettare la sfida e ci siamo ma ad un’unica vera condizione: sappiamo essere parte del tuo business.

Solo un piccolo consiglio: CAMBIA ALMENO LE LAMPADINE IN VETRINA!

Giuseppe Pede